“Racconti in giardino”, tra allerta meteo, rose inglesi, e tanta voglia di raccontare una Sardegna realmente contemporanea.

“”Le nubi arrivarono da nord-est, spalleggiate dal vento. Alle dieci il cielo diventò color del ferro, e così il mare, le facciate dei palazzi del porto e l’umore dei turisti. Tutto, in città, cominciò a convergere verso un’unica tinta metallica. Una massa di entusiasti della lunga estate sarda, sbarcati a Cagliari all’alba, si trascinavano increduli sotto i portici di via Roma, colti alla sprovvista dal guastarsi del tempo.” (Dal capito IV “Il vortice atlantico” de Il karma del camaleonte).

L’allerta meteo, presenza costante nelle pagine di questo mio primo romanzo, è riuscita a fermare anche la presentazione di mercoledì 14 giugno all’Orto dei Cappuccini di Cagliari. Nonostante il posticipo di un giorno, giovedì 15 siamo comunque riusciti a incontrarci, nel magnifico roseto del parco, per raccontare Il karma del camaleonte.

Ad accoglierci, il vicesindaco e assessore al verde pubblico, Giorgio Angius, e i membri dell’Associazione Cittadinanzattiva Cagliari, ente promotore della rassegna “Racconti nel parco”, in presenza di un pubblico attento, che ha arricchito l’incontro con domande sempre molto pertinenti.
Per me è stato un momento di confronto e crescita importante: la conversazione con il giornalista Gianmarco Murru di Mediterranea è stata ricchissima di spunti. Gianmarco ha messo in luce molti aspetti chiave non solo della storia e dei personaggi ma anche della forma “ibrida” di questo romanzo e del mio approccio alla scrittura. Abbiamo discusso a lungo, tra i vari temi, di Sardegna contemporanea, delle sfide di raccontare la verità del presente integrando inchiesta, reportage letterario e finzione romanzesca, e della generazione di chi aveva vent’anni nei primi anni Duemila, tra utopie, possibilità di cambiamento reali e disillusioni.

C’è stato spazio anche per la lettura di alcune pagine del romanzo, in cui io stessa mi sono cimentata, per la prima volta.

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